PUNTATA CON ROMANO PRODI

E così, cari seguaci del podcast, lettori e lettrici della Newsletter, turbocapitalisti e amici dei poteri forti, è finalmente successo quello che tutti aspettavamo con ansia. Dopo mesi di chiacchiere e indiscrezioni, interviste e discussioni, Royal Rumble e Superlive, il PDLS ha finalmente avuto come ospite un Presidente del Consiglio dei Ministri. E no, non stiamo parlando del signore dei dpcm Giuseppe Conte, ma del Professore della Politica Italiana: Romano Prodi.

Fra il divieto assoluto di anglicismi e la distruzione di un telefono fisso in diretta, la live è stata un tuffo nel passato e nella mente di una delle personalità politiche più brillanti della Prima e della Seconda Repubblica, che ha fatto della competenza e della concretezza i due cavalli di battaglia che lo hanno portato a essere, inter alia, Premier per due volte e Presidente della Commissione Europea. 

Dalla vibrante Milano anni Sessanta, quella che guardava più a New York che a Roma, per arrivare alle battaglie politiche con il rivale di sempre Silvio Berlusconi, al suo lavoro per rendere l’Europa più Unione che Continente, il Professore ha ripercorso la sua lunga e fruttuosa carriera politica al ritmo di quella calma verve che ha sempre contraddistinto la sua vita pubblica. Il tutto senza mai perdere di vista il presente e il futuro della sua Italia e della sua Europa.

Il Presidente continua a pensare l’oggi e ad analizzarlo con spirito accademico, snocciolando efficacemente i problemi dell’Italia – fra le altre, la poca attenzione all’istruzione, la poca competitività a livello globale delle nostre imprese, un sistema di governo che impedisce la stabilità e la continuità di azione per il Paese – e dell’Europa – in primis un sistema ancora troppo intergovernativo per permetterle di competere con le superpotenze globali e con le aspiranti potenze regionali. Il monito di fondo è di prepararsi a contrastare assieme la preoccupante tendenza di “arretramento” della democrazia emersa negli ultimi anni in ogni lato del globo che non sta risparmiando nemmeno l’Occidente.

Eppure il cielo non pare così terso all’orizzonte, dal momento che nelle parole di Prodi non manca mai una nota di speranza e, da buon Professore, una serie di idee e indicazioni per il futuro.
La lezione del Presidente ci insegna che il nostro domani non potrà prescindere dall’educazione scolastica, dal supporto alle imprese, dall’attenzione alla ricerca e allo sviluppo e dalla creazione di un’identità europea.

La lezione dell’uomo si può invece riassumere nelle sue tre regole d’oro: essere se stessi, avere pazienza e costanza e rimanere dediti alla verità. Tre caratteristiche sempre più rare nella politica di oggi, nell’era dell’autocrazia dei selfie e della comunicazione prima dei fatti, quando mai come prima manca un Professore alla politica Italiana.

La bibliografia del Presidente:

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