Transizione Ecologica ed Energia

Con l’insediamento del nuovo governo abbiamo assistito alla trasformazione del ministero dell’ambiente in ministero della transizione ecologica. Questo passaggio richiama l’attenzione su un tema che fatica a trovare il giusto spazio nel dibattito nazionale: quali sono i cambiamenti che dobbiamo apportare alla nostra società (transizione), al fine di mitigare gli effetti che essa ha su ambiente e clima (ecologica). Il tema è sicuramente complesso ma è importante cominciare a discuterne.

Per evitare di perdersi, può essere utile procedere per gradi ed iniziare fissando gli ordini di grandezza. Assumiamo, per il momento, che il problema principale siano i gas a effetto serra. La prima domanda che possiamo porci è: quali sono le principali fonti di emissioni?

Nel grafico, tratto da un report dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (ipcc), possiamo vedere come la principale causa di emissioni sia la produzione di energia elettrica, che da sola pesa per un quarto delle emissioni totali (25%). Questo è un primo punto da tenere a mente ed è un indizio sul perché il la transizione ecologica sia così strettamente connessa al tema dell’energia. 

Come venga prodotta l’energia elettrica e se sia possibile ridurne emissioni è un argomento a sé stante che ci distrarrebbe dal quadro generale. Evitiamo di addentrarci in un discorso complesso e diciamo solo che, ad oggi, le principali fonti di emissioni siano i combustibili fossili e che, con dei distinguo, esistono delle alternative.

Anche l’analisi delle emissioni degli altri settori richiederebbe un discorso dedicato e, sebbene il grafico offra alcuni spunti, concentriamoci su quello che può essere un denominatore comune: l’energia.

L’energia è definita come la capacità di un sistema di compiere lavoro e non è solo elettrica. Una macchina può essere elettrica o alimentata dell’energia contenuta nella benzina, i forni di un’acciaieria possono essere alimentati a carbone o con altre fonti, il riscaldamento di una casa può essere a metano, elettrico o a pompa di calore. Immaginiamo quindi di isolare all’interno di ogni altro settore la parte delle emissioni dovuta all’energia e di accorparle tutte in un’unica voce. Quello che otterremmo è riassunto nel grafico seguente:

Quasi i ¾ delle emissioni (73%) sono dovuti all’utilizzo di energia in generale, di cui solo un terzo dovuto all’energia elettrica. Questo è dovuto al fatto che l’energia elettrica non emette nulla nella fase di utilizzo ed è facile da trasportare e trasformare; trovare un modo per produrla con basse emissioni potrebbe quindi risolvere gran parte del problema.

Ecco perché la transizione ecologica è innanzitutto una transizione energetica: buona parte delle emissioni è causata dall’utilizzo di energia ed è importante iniziare a familiarizzare con l’argomento. Quali siano le peculiarità delle diverse forme di energia, come sia possibile convertirle tra di loro e farlo in un modo che sia “pulito” sono temi che meritano il loro spazio. Sicuramente ridurre il problema ad una rivalità tra tecnologie non rende giustizia ad un argomento molto più intricato ed interessante.

Autore: Giorgio Valocchi