PUNTATA CON MARCO DEL GIUDICE

È stato un onore parlare con il Prof. Del Giudice, docente di psicologia all’Università del New Mexico ed esperto di psicologia evoluzionistica e delle evidenze scientifiche sulle differenze di genere, dalla biologia al ruolo dell’ambiente. Per dibattere seriamente di pari opportunità e pensare a delle politiche che abbiano un effetto reale sulla vita delle donne e degli uomini, sarebbe fondamentale leggere gli studi del Prof. Del Giudice.  

Il Prof. ci ha raccontato che fino agli anni 80 le teorie psicologiche sul perché le persone hanno determinati comportamenti erano maggiormente basate sull’ambiente. Poi, attraverso vari studi sui gemelli nelle famiglie, si è scoperto che le somiglianze genetiche giocano un ruolo importante sulle persone, e che l’influenza dell’ambiente condiviso, come componente di impatto sulla loro psicologia, invece è incredibilmente piccola. Il comportamento stesso dei genitori viene influenzato dalla genetica dei propri figli, come ad esempio i comportamenti punitivi del genitore partono in parte dal genitore e in parte dal bambino. 

Gender bias 

Le differenze di genere dal punto di vista biologico sono molto piccole, quindi le considerazioni più importanti, come ci ha spiegato il Prof., sono (1) cosa succede agli estremi di questi comportamenti, e (2) quali sono le differenze di genere nell’ambito delle abilità cognitive, e cosa succede una volta che viene tolto il fattore generale (fattore G) e si entra nei dettagli di tali differenze. 

  1. Pensando agli estremi, l’altezza fisica tra maschi e femmine si sovrappone per quasi la metà della crescita, però se prendiamo le persone sopra a 1,80m si trovano molti più uomini che donne in questa categoria. Lo stesso ragionamento si può applicare all’aggressività fisica: la differenza non è grande, però analizzando i comportamenti più aggressivi (quindi l’estremo) come l’omicidio, si trovano molti più uomini che donne in questa categoria (e questo è un dato cross culturale). 
  2. Quasi tutto quello che una persona riesce a fare su compiti cognitivi particolari correla positivamente: cioè se una persona è brava a fare una certa cosa in un ambito cognitivo specifico, statisticamente ha le probabilità più alte di essere più brava della media delle persone anche in altre categorie.


Oltretutto all’interno di queste capacità ci sono anche altre reazioni: per le intelligenze multiple, come componenti geometriche, spaziali, verbali, c’è una correlazione generale (fattore generale che si chiama fattore G). Questo ha a che fare con lo spessore della cortezza cerebrale, e l’integrità delle fibre di collegamento della sostanza bianca. Cioè per capirci: ci sono fattori biologici, misurabili, che influenzano le nostre capacità cognitive. 

Una volta tolto il fattore generale, incominciamo a vedere delle differenze cognitive (tipo: una persona più brava a livello spaziale  è meno brava a livello verbale). Quindi sulla prevalenza di prestazioni verbali o spaziali c’è una differenza cognitiva, che poi si rispecchia in certe differenze di genere in queste categorie specifiche (come hanno dimostrato gli studi del Prof. queste rimangono comunque differenze minori).

Ci sono poi ovviamente strati diversi quando si parla di queste differenze, che devono essere considerati nell’insieme: (a) la scelta individuale (le persone tendono a scegliere quello in cui sono bravi), (b) la selezione generale (qui il famoso ‘women are (on average) more interested in people, men are (on average) more interested in things‘), (c) le differenze tra le varie abilità. 

Quindi se le consideriamo tutte e tre insieme, quanto spiegano? Non è una domanda semplicissima: ci sono tanti altri fattori (come il meccanismo di entrata in certe professioni – pensiamo alla neurochirurgia o alla giurisprudenza), e come si mettono insieme tutti i tratti per certe professioni. 

Un ulteriore fattore da considerare è l’influenza di certi modelli culturali: ricordiamoci che tanti di questi modelli vanno in controtendenza (ad esempio i paesi scandinavi e gli studi sulle differenze di genere, qui un piccolo riassunto), come anche fattori di differenza culturale (tipo la presenza prevalente di maschi o femmine: dove ci sono meno donne gli uomini vogliono dimostrarsi come bravi mariti, questo poi influenza la cultura, e il cambiamento di gender ratio). Per riassumere le differenze culturali possono essere influenzate da fattori sociali e vice versa.

Essendo un tema estremamente complesso, non ci sono ancora risposte definitive, e purtroppo gli studi che trattano nello specifico le differenze biologiche tra uomini e donne sono ancora pochi. Vi consigliamo la lettura del libro Human Diversity: the biology of gender, race and class che tratta molti degli studi del Prof. Del Giudice.

Per indagare e approfondire ulteriormente, il Prof. ci ha consigliato le seguenti letture

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