Cosa ci insegna la faccenda AstraZeneca – La questione sanitaria

Ieri è arrivata la conferma che l’EMA considera quello di AstraZeneca (a virus attenuato) un vaccino sicuro, pertanto il suo uso può riprendere teoricamente su tutto il territorio europeo.
 
Da cosa derivava la preoccupazione? Da un sospetto aumento dei casi di trombosi dei seni venosi cerebrali (CVST, Cerebral Venous Sinus Thrombosis) in combinazione con un fenomeno chiamato Coagulazione Intravascolare Disseminata (DIC, Disseminated Intravascular Coagulation), nel quale le piastrine del sangue tendono ad aggregarsi a causa di reazioni autoimmuni. Quindi NON parliamo di trombosi molto più comuni, come quelle venose delle gambe o polmonari. Questa combinazione è oggettivamente rara e quindi andava avviata una procedura di verifica, come da regole internazionali sulla farmacovigilanza, ampiamente note e praticate da decenni.
Il comunicato integrale di EMA lo trovate qua: https://www.ema.europa.eu/…/covid-19-vaccine…
 
In soldoni: i casi riscontrati sono pochissimi e non è nemmeno certo che siano legati al vaccino. In ogni caso, l’EMA non esclude una correlazione e compierà ulteriori indagini. Più nello specifico, su una popolazione di venti MILIONI di vaccinati, sono stati riscontrati 7 casi di DIC e 18 casi di CVST. Questo articolo di Stroke del 2012 (https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/strokeaha.112.671453) stimava l’incidenza delle CVST ad 1.32 casi per 100.000 abitanti / anno, mentre diversi aggiornamenti (come questo https://www.ahajournals.org/…/10.1161/STROKEAHA.116.013617) stimano percentuali anche maggiori. Al momento, l’incidenza PRESUMIBILMENTE legata al vaccino è di 0.09 casi / 100.000 / anno. Ovviamente servono e serviranno ulteriori approfondimenti ed aggiustamenti statistici, ma semplificando al massimo su un calcolo molto rozzo, l’effetto è talmente minimo da poter ipotizzare che l’ipotesi nulla sia vera: il vaccino NON causa trombosi cerebrale.
Discorso leggermente diverso vale per la DIC. Perché? Perché al contrario della trombosi cerebrale, che può essere dovuta a tanti altri fattori di rischio molto più comuni (come la banale pillola anticoncezionale) o essere addirittura spontanea, la DIC si verifica sempre per una causa scatenante esterna, solitamente molto seria.
 
Tipicamente, cause di DIC sono interventi chirurgici maggiori con grandi perdite di sangue, trasfusioni, infezioni serissime, traumi. Il Covid19 causa la DIC in una percentuale non banale di casi ospedalizzati – dal 20 al 30%, per maggiori info leggere qua: https://www.nature.com/articles/d41586-020-01403-8.
La DIC è una condizione estremamente seria. L’allarme si deve esattamente alla combinazione di DIC e CSVT nei casi esaminati. I casi in questione sono 7 in totale, sui sovra-citati venti milioni di vaccinati. Servirà capire meglio – e l’EMA stessa sta conducendo ulteriori indagini – se esista un nesso causale o meno con il vaccino. Non si esclude che possa esserci una potenziale, remota possibilità di correlazione. Tuttavia, soppesando la remotissima eventualità con la possibilità ben più concreta di prendere il Covid19 e finirci all’ospedale, sviluppando, appunto, la CID quasi in un caso su 3… beh è decisamente meglio vaccinarsi.
 
Da un punto di vista sanitario, questa procedura ha seguito degli standard che si seguono da decenni e non c’è assolutamente nulla di strano, di per sé. Ciò che è veramente assurdo è il circo mediatico che vi si è scatenato intorno, con testate nazionali che hanno fatto a gara a chi seminava maggiormente il panico su una questione che di tutto aveva bisogno, tranne che di questo casino. Non a caso adesso una discreta percentuale di persone ha paura e ha ritirato la prenotazione per il vaccino. Quando le testate online ed indipendenti (ne trovate a decine molto migliori della nostra) operano una divulgazione scientifica migliore dei giornali di punta, significa che il problema non è più da ignorare.
 
Vogliamo tornare ad una vita normale? Serve vaccinarsi. Grazie all’ultima settimana e grazie a parte della stampa italiana, questo traguardo adesso è più lontano. Su questo punto bisognerà seriamente avviare un dibattito, in futuro.