Il Pub d'Opinione: Chi sono i Populisti?

L’elezione del 46º Presidente statunitense Joe Biden ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti coloro i quali si preoccupavano della deriva populista intrapesa dal suo predecessore alla Casa Bianca. I movimenti populisti restano però grandi protagonisti nello scenario politico nazionale ed europeo. 

Chi sono dunque i populisti? Cosa caratterizza il manifesto politico delle forze populiste? Esistono diversi tipi di populismo? Il problema definitorio è in questo caso evidente, e fissare dei criteri chiari ed oggettivi per descrivere l’appartenenza o meno di una forza politica a tale categoria risulta complesso.  Negli anni 80 le prime definizioni di populismo venivano date guardando ad alcuni governi dell’America Latina con una forte componente ideologica socialista che perseguivano politiche fiscali espansive finalizzate ad un (presunto) generalizzato aumento del reddito e riduzione delle disuguaglianze nel breve termine. Non è necessario precisare che la gran parte di queste politiche avevano prospettive di brevissimo termine e che nel lungo periodo hanno portato a disastri economici e sociali come nel caso venezuelano.  

L’offerta politica populista ha nel tempo avuto sempre più successo nel mondo occidentale, facendo sì che il fenomeno venisse considerato prettamente caratteristico in paesi con economie avanzate ed assumendo contenuti ideologici propri della destra nazionalista e più conservatrice. Il principale elemento di discontinuità tra i movimenti politici di sinistra alla Chavez e quelli e di destra occidentali può pertanto essere considerato la componente ideologica: di stampo socialista per i primi ed il nazionalismo nei secondi. Nonostante la differenza ideologica, tanto il populismo di sinistra come quello di destra presentano tre elementi comuni nel loro discorso politico. Il primo è un forte anti-elitarismo, ossia l’utilizzo di una retorica nella quale alcuni gruppi sociali minori e non chiaramente definiti abbiano approfittato delle regole della democrazia per sovvertire la “volontà popolare” (che tipicamente concide con le principali prerogative del movimento stesso). Il secondo è l’affermazione della sovranità nazionale ed il rifiuto di ogni vincolo ad essa, sia esso interno o esterno. Il terzo sta nell’identificazione di quei gruppi sociali che costituiscono “il popolo” . 

E’ ovviamente ragionevole chiedersi il perchè del populismo internazionale: ci sono dei fattori comuni tra i diversi paesi che fomentano la nascita e l’affermazione di forze politiche caratterizzate in tal senso? Quest’ultima domanda suscita tutt’ora grande interesse a livello accademico. Una prima ipotesi è stata identificata nella globalizzazione, in quanto la concorrenza internazionale ha generato in molti paesi delle categorie economiche e sociali “vincitrici”, lasciandone delle altre “sconfitte”. Il risentimento di quest’ultime potrebbe aver fomentato l’affermazione dei movimenti populisti. Studi più recenti però smentiscono questa tesi, ed ipotizzano che l’aumento del reddito verificatosi nei paesi occidentali possa essere il catalizzatore economico di movimenti populisti di stampo nazionalista. 

Allo stato attuale la ricerca economica e sociale tuttavia non definisce un quadro chiaro sulla questione, ciò che è fuori di dubbio è che ad oggi la battaglia populista contro la libertà economica e la globalizzazione non è stata capace di mantenere le promesse di riduzione delle disuguaglianze espresse nei propri manifesti. Nonostante tutto “the show still goes on”.

Autore: Andrea Celico

Fonti:

Bergh, Andreas, and Anders Kärnä. “Globalization and populism in Europe.” Public Choice (2020): 1-20.

Mudde, C. (2004). The Populist Zeitgeist. Government and opposition, 39(4):541–563.

Mudde, C. (2007). Populist Radical Right Parties in Europe, volume 22. Cambridge University Press Cambridge.

Müller, J.-W. (2017). What Is Populism? Penguin UK.